giovedì 18 agosto 2016

Convivenza leggera... matrimonio d'affari - Vanessa Vescera

Lettori del blog oggi vi lascio il primo capitolo del mio romanzo "Convivenza leggera... matrimonio d'affari".
Buona lettura.

Capitolo 1

Corro, corro, corro.
Mi butto in strada come una pazza esaltata sbracciandomi a tutto andare. Un taxi si ferma, mi lancio dentro lasciandomi cadere sul sedile.
Estraggo dalla borsetta la cipria, mi osservo nello specchietto e mi rifaccio al volo il trucco. Odio essere in disordine.
Il cellulare continua a trillare ma non ci bado, ho una lista infinita di commissioni da fare, non ho tempo per le chiacchiere.
Il taxi si blocca davanti al supermercato, afferro la prima banconota dalla tasca del cappotto e la passo al conducente mentre sono già con un piede fuori dall’auto. Il taxista cerca di dirmi qualcosa ma lo blocco con un gesto della mano.
«Il resto è mancia!»
Entro trafelata nel grande ingresso del centro commerciale. Dall’altoparlante la signorina gracchia: “Tra mezz’ora il centro commerciale chiude, preghiamo di raggiungere le casse, grazie!”
Sbuffo indispettita. Mezz’ora… sono certa che mi basterà o, meglio, dovrò farmela bastare.
M’infilo tra qualche persona indecisa sul da fare… carrello o cestino? Penso al mio frigo e mi viene in mente un enorme buco nero. Okay, vada per il carrello.
Rovisto nella borsa alla ricerca di una monetina, l’impresa è più ardua del previsto. Rovescio tutto il contenuto sul primo appoggio di fortuna e la trovo tra scontrini, cartacce e non so che altro. Più che una borsa sembra una discarica, ecco perché pesa così tanto.
Infilo la monetina nello scompartimento del carrello ma non entra, insulto il carrello e anche la monetina. Lo strattono con forza augurandogli che il giorno dopo lo demoliscano, fino a quando la catenella non si stacca e mi ritrovo il carrello nello stomaco. Mi piego su me stessa e, tossicchiando, con una presa da carrellista esperta, inizio a sfrecciare per le corsie. Detergenti, spazzolini, assorbenti, pane, latte… getto tutto dentro alla rinfusa senza guardare i prezzi.
Faccio le curve su due ruote, destreggiandomi in un mare di marche sconosciute, mentre penso, oltre alle pennette, quale antipasto e dessert preparare. Alle nove e mezza, cena a lume di candele… Le candele! Non ho le candele! In quale corsia saranno? Vuoto!
Cerco le candele nei vari reparti. Come mi è saltato in mente di farla a lume di candele? A lume di lampadario non era uguale? Il naso all’insù alla ricerca di qualcosa che somigli a della cera di qualsiasi marca e colore e… sbatto contro un altro carrello. Mi volto pronta alla lotta per la supremazia. Ormai, si sa, andare al supermercato è come entrare in un’arena, bisogna prendere il toro per le corna e piegarlo al tuo volere altrimenti nessuno ti rispetta.
«Mah, insomma… dove ha…» fulmino il colpevole con gli occhi e… fulmino?
Beh, insomma, quasi quasi disdico la cena per seguire lo sconosciuto. Con un sospiro mi appoggio al carrello per evitare di svenire traumatizzata alla vista di questo stallone di razza pura.
Altroché toro! Alto, moro, occhi azzurri, muscoloso… È la prova evidente che Dio esiste, che guarda e provvede.
La maglietta a maniche corte mostra due bei bicipiti e l’addome piatto e scolpito mi trascina in isole deserte, sdraiata sotto l’ombrellone a bere cocktail posati sulla sua magnifica tartaruga umana.
Balbetto qualcosa d’incomprensibile anche per me, presumo che tutti i miei neuroni sani si siano messi a sbattere sulle pareti del mio cervello in totale sconvolgimento ormonale. Dimostrarsi socievole dopo averlo mandato a quel paese è cosa assai difficile…
Vorrei fermarmi e attaccare bottone ma non riesco a fare altro che sorridere mentre continuo a spingere il carrello. Sento il mio collo urlare pietà. Tra poco a furia di girarlo me lo spezzo. A un tratto, lui sorride… Io inciampo, scalcio a vuoto cercando di rimettermi in piedi, mi puntello al carrello che parte per la tangente e mi sfugge dalle mani. Crollo rovinosamente a terra, sento le guance avvampare e vedo il mio carrello con il suo carico abbattersi contro una pila di barattoli di caffè sistemati a piramide. Sento il loro rumore mentre si disintegrano al suolo in una pioggia di latta e chicchi marroni.
“Il supermercato sta chiudendo, prego, dirigersi alle casse.”
Ed è proprio lì che il mio carrello arresta la sua corsa forsennata.

COSA DICONO?
Alcune recensioni dei lettori (ma potete trovarne molte altre ancora)


Bello, bello, bello! A differenza di Alicya che corre, corre, corre!
Ho finito da poco di leggere il mio primo romanzo di Vanessa Vescera, sono molto soddisfatto! Questo romanzo è fluido, divertente e ricco di sentimento. L'amore. Quello da leggera convivenza, cioè poco impegnativo ma come un'isola dove poter scappare quando quello più terribile, ovvero il matrimonio d'affari, diventa ingestibile e non si scende più a compromessi.
Alicya non stanca mai, è un vulcano tuttavia un po' imbranata e spesso pasticciona. Cade al supermercato, è disordinata, una stacanovista e corre, corre sempre... Corre contro se stessa! Cerca di fuggire da se stessa ma in realtà non è così. Senza volerlo percorre il tracciato che cambierà per sempre la sua vita. La metafora in questo romanzo, se così l'autrice mi permetterà di definirla è: "Mai arrendersi, mai giungere alla conclusione che non si può ottenere ciò che si desidera" e Alicya alla fine si convince e ci riesce.
Il romanzo è scritto bene e la trama alterna momenti comici ad altri che soltanto un cuore sensibile è in grado di provare. io credo che all'interno di questo romanzo ci siano alcuni particolari della scrittrice: la solarità, la sensibilità e quel tocco femminile che spesso disorienta noi uomini. Credo di poter aggiungere che nella lettura ci siano "istruzioni utili" per apprendere qualcosa in più dall'universo femminile.
Consiglio vivamente la lettura a tutti.


"Per fugare ogni dubbio sulle mie rinascite negative mi sono dedicata alla meditazione cercando il mio IO interiore e liberandomi della mia aura nera nella speranza di generare più rinascite positive..."

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 Se Brigdet Jones potesse dire la sua, sicuramente direbbe: leggete questo libro! Troppo divertente, se volete ridere e stare allegri per tutta la giornata, se avete bisogno di una pausa e di dimenticare tutti i vostri problemi, leggete Convivenza leggera matrimonio d'affari! Una commedia romantica di una pasticciona che ti sta simpatica dopo tipo una pagina alle prese con due storie... o forse tre? Se volete scoprire di cosa parlo, leggete questo libro! Vi innamorerete di Ryan... di Parigi e di questa protagonista tutto pepe che si fa amare proprio per i suoi errori.

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Non sono solita scrivere commenti su ibs, ma quando un libro ti coinvolge così tanto hai voglia di urlarlo al mondo intero! E io lo urlo: BELLO, BELLO, BELLO! Io lo vedrei bene sugli schermi, ha tutto ciò che serve per piacere al pubblico: un libro spiritoso, una storia d'amore travagliata, e una protagonista sbadata, ma simpatica da morire. Lo consiglio a tutti!

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Un libro da leggere che fa ridere, emozionare e piangere regalando una miriade di sensazioni diverse. Una storia che non sfocia mai nel banale o nel ridicolo tenendo il lettore incollato alle pagine. Un viaggio divertente nella vita della protagonista, Alicya, che fa riflettere sulle paure che spesso ci bloccano, sul dolore e il senso di abbandono eppure tutto questo viene affrontato con il sorriso sulle labbra e in maniera del tutto originale. Consigliato a tutti!

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